Emozioni e sistema immunitario

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Emozione, un termine inflazionato, utilizzato per descrivere diversi momenti della vita. Ed è giusto che sia così, perché le emozioni danno il “colore” alla nostra vita. Sono ciò che spingono ai comportamenti, alle azioni, alle scelte. Ma sono anche il “sapore” delle nostre giornate, dolce, quando le emozioni sono positive; amare, quando negative.Per il loro essere “primitive”, le emozioni costituiscono l’essere umano, ancora più dell’intelletto e della razionalità. Sì, perché le emozioni sono in grado di agire in maniera immediata, eludendo il controllo di quella parte del cervello deputata alla ragione.

PERCHÈ SONO IMPORTANTI LE EMOZIONI? Le emozioni possono “salvarci” la vita in caso di pericoli, sono fondamentali per creare e coltivare le relazioni con gli altri, ma non solo; la loro importanza risiede altresì nell’azione che svolgono sulla nostra salute. Molto spesso si parla di mente e corpo come due entità distinte; in realtà, tra di esse vi è un’alta interdipendenza. Tale concezione permette di avere una visione globale (e più vicina alla realtà) della persona e della sua salute. Nelle righe precedenti ho parlato di salute come se fosse un concetto dal significato universale e da tutti condiviso. Ma siamo davvero sicuri che sia così?

Se per esempio, se chiedessi cosa s’intende con il termine salute, quali risposte avrei?
Sono quasi certa che ne avrei molte; tante quante sono le persone alle quali si sottopone la domanda.
Il termine salute ha sì una definizione universale, ma in fondo ognuno di noi ne ha una concezione personale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la definisce Uno stato dinamico di completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale, non mera assenza di malattia”. In questa frase viene sottolineato il rapporto bidirezionale esistente tra mente e corpo. La salute, quindi, non è mera assenza di sintomi fisici ma è un benessere totalitario, che arriva anche dalla dimensione psico-sociale della persona.

IL LEGAME MENTE-CORPO
Quando si parla di influenza della mente sul corpo, s’intende dire che la malattia fisica può essere controbilanciata da un atteggiamento mentale positivo, ma è anche vero il contrario, ovvero che uno stato emotivo negativo, può determinare problematiche a livello fisico, meglio conosciute come sintomi psicosomatici. La malattia psicosomatica, infatti, è quella che non ha una sola causa organica o un difetto funzionale; ma ha anche una una base psicologica-emotiva.

E IL SISTEMA IMMUNITARIO CHE RUOLO HA?
Il sistema immunitario è anch’esso interessato dall’azione delle emozioni. Può beneficiarne quando queste sono positive ma al contrario può soffrirne, indebolendosi, qualora fossero negative. Lo scienziato Varela ha denominato il sistema immunitario come “Cervello del corpo”.
Tale sistema è infatti in grado di determinare il senso del sé del corpo, distinguendo ciò che gli appartiene e ciò che invece è estraneo (esempio i batteri patogeni).
E così come il cervello, il sistema immunitario, è in grado di apprendere e, come il cervello, il sistema immunitario è in grado di elaborare informazioni e opportune reazioni.
Quest’ultimo, è ulteriore elemento a conferma dello stretto legame tra sistema immunitario e sistema nervoso centrale.

Al fine di comprendere al meglio l’interazione tra mente e corpo, è nata una scienza di frontiera, la psiconeuroimmunologia (PNEI), che come anche il nome ci racconta, si occupa di studiare il rapporto tra psiche, sistema nervoso centrale, endocrino e immunitario.
Lo so, è difficile immaginare una comunicazione tra queste strutture e sono certa che leggendo queste righe la domanda più gettonata sia: con quale modalità interagiscono stato emotivo e sistema immunitario? La risposta è semplice, ma non scontata; la principale via di collegamento tra questi due sistemi sono gli ormoni e neurotrasmettitori.
Mi spiego meglio, condizioni di stress determinano la produzione di ormoni (in particolare cortisolo ma anche catecolamine), anche conosciuti come ormoni dello stress.
La loro funzione è necessaria nella modulazione adattativa ad uno stress acuto necessario per la sopravvivenza dell’organismo in situazioni di pericolo; ma al contrario, quando l’esposizione allo stress è persistente sono possono determinare una deregolazione patologica.
Essi hanno altresì effetto inibente sulle cellule immunitarie alterando la loro funzione difensiva. Tale processo, come anche precedentemente sottolineato, non è pericoloso se lo stress è di breve durata; potrebbe invece diventarlo qualora fosse prolungato.

QUALI RELAZIONI TRA EMOZIONI E SISTEMA IMMUNITARIO?
Condizioni di sofferenza, sconforto, dolore, rabbia, protratti per lunghi periodi infatti,  “avvelenano” il corpo a causa di un innalzamento eccessivo di queste sostanze.
Le emozioni negative, quindi, sono un fattore di rischio per la salute, in particolare quelle con maggiore effetto sembrano essere: rabbia ed ostilità sul sistema cardio-vascolare, ansia e stress su diverse patologie quali: ulcere gastriche, infezioni virali, arteriosclerosi eccetera. Ma non solo, lo stato emotivo è anche in grado di influenzare il decorso  della malattia. È importante sottolineare che le alterazioni fisiche e la malattia non sono necessariamente conseguenza dello stress o di un’emotività negativa; tutto dipende da fattori individuali propri della persona stessa, che sono in grado di mitigare gli effetti, ci si riferisce in questo caso a: personalità, valutazione cognitiva, condizione psicofisica, stili di coping, sostegno sociale. Uno stesso evento quindi, può essere interpretato in modi differenti da individui diversi, avendo così effetti del tutto unici per ogni situazione.

…LA BUONA NOTIZIA
Se è vero che il prezzo del disagio psichico è alto, a causa delle ripercussioni sulla salute, è altresì vero che il benessere emotivo ha un effetto benefici.
La speranza, l’ottimismo, la serenità, la felicità… sono come antidoti naturali, e anche se non possono curare la malattia organica in fase acuta, sono però in grado di alleviarne le sofferenze, e perché no, migliorarne il decorso e abbatterne il rischio di insorgenza.
Essere felici non significa non avere problemi e non esiste la “ricetta” della felicità, ma la giusta filosofia di vita e la giusta intelligenza emotiva può condurre al benessere psichico e di conseguenza…a quello fisico.

Cosa si può fare allora per migliorare il proprio status emotivo?

  • Sicuramente prima di tutto, “vedere il bicchiere mezzo pieno”. Non è una frase fatta ma una grande verità. Equivale a dire, predisporsi con un atteggiamento positivo nei confronti degli eventi ma della vita in generale
  • Prendersi cura di se stessi, dal punto di vista fisico, e quindi dedicarsi allo sport

L’esercizio fisico è un prezioso alleato al benessere, ciò è avvalorato  da evidenze che dimostrano che durante l’attività sportiva vi è la produzione dei cosiddetti “ormoni del piacere” (endorfine) che per adeguati volumi di lavoro hanno un effetto rilassante ed anti infiammatorio.

  • Porsi obiettivi, apprendere nuove cose, conoscere, scoprire. Sono tutti atteggiamenti che aiutano a sentirsi vivi, ad arricchire la propria anima. Stare all’aria aperta è un altro modo per ridurre lo stress. Molto spesso si sottovaluta il potenziale del contatto con la natura che invece, è un vero toccasana.
  • Coltivare i rapporti interpersonali è fondamentale. In quanto esseri umani, siamo esseri sociali, abbiamo bisogno degli altri per stare bene. Condividere il tempo con chi ami, parlare con gli amici fidati. Insomma, le relazioni e il sostegno sociale, sono i più grandi contributi esterni al proprio benessere psico-fisico.

È evidente pertanto quanto la nostra salute fisica dipenda dalla nostra capacità di gestire in modo positivo le emozioni. E la buona notizia è che come è possibile allenare il fisico alle buone abitudini motorie, così possiamo allenare la nostra mente alle buone abitudini emotive.

A conclusione di questo articolo voglio riportare una frase di Joyce Meyer, che offre un’ottima sintesi di quanto detto finora:

“Non si può avere una vita positiva e una mente negativa”.
A cura di: Dott.ssa Rossi Veronica psicologa clinica specializzata in psicologia dell’alimentazione, dello sport e del benessere per il progetto NEA – Nutrizione Emozione Allenamento